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Nel lontano mondo del Faerùn, che vedeva le forze del Bene opporsi al Caos avanzante, ci fu l’ennesimo periodo di sangue e terrore, guerre civili e fratricide, guerre tra razze, fino a quel giorno vissute in armonia. A seguito di tali guerre anche la prolifica Costa della Spada divenne un luogo pericoloso, continue guerre provocavano miseria e malattie, e lo scontento popolare era pressoché al culmine. Molte città, tra cui l’antica Capitale Neverwinter, un tempo potente, albergavano nello sporco; e le epidemie dimezzavano la popolazione a vista d’occhio. Nemmeno era più chiaro ove vi fosse una vera e propria amministrazione e dove invece l’anarchia governava strade e piazze, città e campagne, con le sole leggi di sopravvivenza e soppruso. Rapine e furti, non altro. Non fu codardia a muovere gli uomini di cui si va narrando. Ma la sola speranza, speranza di trovare una terra accogliente, libera, o per lo meno in pace. Un gruppo di pionieri decise così di cercare fortuna, o di cercare di sfuggire dalla sfortuna, e in una data oramai perduta nel corso dei secoli, mille fra uomini e donne partirono con una flotta di 5 navi in direzione sud ovest, da una città che si dice si chiamasse Baldurs' Gate. Una volta superate le isole Moonshae, tutto ciò che potevano vedere era solo mare, immenso e sconfinato. Nemmeno gli Dei sembravano piu interessati a chi da quelle terre tanto si era allontanato, per mesi si avventurarono nel blu, che spaziava in ogni direzione e in quello che chiamavano il Mare senza tracce persero, in seguito a una tempesta, due navi e il senso dell’orientamento. Molti rimpiansero l’aver abbandonato la terraferma, ma dopo quasi un anno di viaggio senza rotta, dall’ammiraglia scorsero un lembo di terra. Una costa non troppo frastagliata riposava ai piedi di alte montagne. Queste, non troppo lontane dalla costa stessa nascondevano alla vista il resto dell’isola. Grandi foreste a nord del golfo dove si stavano ormai addentrando e steppe a sud. Alcune colline salivano dolci dalla piccola pianura ove si ritrovarono una volta sbarcati sull’isola. Quindi le stesse colline prendevano forme più aspre e salivano verticali nel massiccio che si estendeva verso ovest. A sud una penisola si immergeva nel mare più caldo, una penisola dal clima più mite, meno ricca di conifere rispetto al nord e più fertile, così come scoprirono nei giorni e mesi che trascorsero in quella zona. Dal piccolo villaggio improvvisato che sorse dopo il loro sbarco, i pionieri cominciarono la costruzione di quella che un giorno sarebbe stata conosciuta come Brosna, la capitale di un ducato fertile ed esteso. A capo infatti della città e di quella regione fu posto il comandante della spedizione per acclamazione popolare. In seguito gli uomini esplorarono a fondo l'isola, procedendo verso l'estremo ovest. Sui colli nella grande radura dopo la foresta vivevano numerosi giganti, belve mastodontiche, alle volte fatali agli stessi esploratori. Dopo continue deviazioni verso nord, in cerca di un altro luogo per costruire un’altra città, i coloni arrivarono ai piedi di alcune montagne. Le superarono attraverso delle gallerie naturali e stretti passi e giunsero in una vallata. Data la disponibilità di acqua dovuta al fiume che sorgeva proprio nel massiccio alle loro spalle, decisero che quello sarebbe stato il luogo ideale ove fondare la seconda città: Tobaro. L’isola oltre che fertile non mancava affatto di materie prime. Le grandi foreste del nord assicuravano legno in abbondanza, dalle montagne grossi blocchi rocciosi venivano portati alle radure ed utilizzati per costruire le città e le fortificazioni. Molti minerali erano presenti anche nelle viscere di questa terra, minerali preziosi, utili nelle arti orafe, così come minerali da forgia, altrettanto utili nelle arti dei fabbri e dei maniscalchi. Fu facile così sopperire all’iniziale mancanza di oggetti e suppellettili varie con il crescere di una comunità molto attenta verso l’artigianato. Ma la natura non è amica nè nemica, se ne sta neutrale ad osservare, talvolta a costruire ed altre a distruggere. Quelle terre infatti erano residenza anche di numerose bestie, od umanoidi non sempre pacifici. Oltre che a giganti ed animali particolarmente forti o feroci, gli umani fecero conoscenza di tribù di orchi, forse autoctoni, o forse giunti semplicemente prima di loro. Tant’è che l’unica soluzione difensiva possibile fu quella di costruire mura attorno alle residenze ormai in espansione. E così aumentò l’importanza commerciale di Benzor, tanto da divenire essa stessa la seconda città per importanza nelle lande. Benzor si affacciava sul golfo a sud dell’isola, di grande importanza strategica sia ai fini commerciali che a meri fini di strategia militare. Fortunatamente non solo creature malvagie abitavano questo ostile continente. A ovest di Tobaro una comunità di elfi che non aveva mai incontrato umani era sempre vissuta in contrasto con gli orchi e i goblin, che infestavano la regione, per non parlare dei giganti delle montagne. Non è tutt’ora chiaro da quale città o territorio del Faerun provenga tale comunità, forse una miscela di diverse etnie elfiche, fatto fu che dopo le prime diffidenze e dopo aver osservato a lungo gli umani in via di espansione, gli elfi di Moonglow decisero di entrare in collaborazione con loro e li aiutarono nelle esplorazioni, mostrando loro tutto il mondo che conoscevano. Inoltre aprirono una rotta commerciale diretta con gli umani della città di Benzor provvista di un porto molto efficiente. In questo modo gli elfi tornarono dopo molti anni ad aprirsi alle altre razze, nani compresi ed a variegare i propri interessi, cominciando dall’esportare archi ed altri utensili prettamente elfici, oggetti magici fino a quel momento sconosciuti agli umani, ricevendo in cambio armature elmi e costruzioni non certo tipici delle comunità elfiche. Presto gli umani furono in grado di costituirsi un piccolo esercito regolare e così divennero in grado di spostarsi facilmente in tutta l’isola. Brosna aveva cosi due piccoli feudi: Benzor e Tobaro, ed un potente alleato: la corte elfica di Moonglow. In seguito vennero costruite strade fra una città e l’altra, e sorsero anche piccoli villaggi fra le due, con locande per far riposare i mercanti e i viaggiatori. Vennero scoperte anche altre isole attorno a quella che era oramai divenuta la patria di una generazione della quale gli antenati ne furono i pionieri. Le isole Su una di queste isole venne fondata subito una roccaforte, Mulrock, dove venne anche costruita una grande arena, per tornei, nella quale ogni anno, da quel tempo lontano, i migliori combattenti si affrontano per fama, matrimoni, terre, onore. La maggiore di queste isole di recente scoperta era Kabu. Oltre ad essere estesa possedeva tutte le caratteristiche per ospitare una popolazione indipendente in termini di risorse e spazi. Alcuni pendii giungevano fino a sud, e formavano a nord un massiccio di non poca importanza. In esso prendeva vita un corso d’acqua che rendeva fertili alcune valli ancora più settentrionali. Fu naturale fondare un porto nella punta dell’isola più a sud, a dire il vero la sola ospitale data la forte presenza di grosse bestie e malvagi mostri nel resto del territorio. Gli umani però non disdegnarono il tentativo di creare una società ricca e distaccata dal territorio madre, fondarono così Fakualt City, ricca e fiorente da subito, perdente nel lungo periodo. Questa fin da subito fu una città molto popolosa, dove il lavoro non mancava, in tutti i campi. Artigiani, minatori, mercanti, si contendevano la piazza in un clima di eterna festa. Lo sfarzo e il lusso erano sovrani di questa splendente metropoli in eterna ascesa. Ma i cittadini di questa città avevano rifiutato con superficialità i legami con i popoli delle Lande, e non ci fu protezione a contrastare Moore. Lord Moore, il vero padrone di questa terra dimenticata per lungo tempo, il capo di un esercito di orde di creature informi, venute da chissà dove. Quando gli umani si accorsero dell’attacco fu troppo tardi. In una tiepida sera, al crepuscolo, improvvisamente da ogni direzione, una pioggia di massi scagliati da diverse catapulte e numerosi giganti, sfondarono i muri di cinta su tutti quattro i lati. Poi una pioggia infinita di frecce infuocate illuminarono la città a giorno, che abbattendosi sui tetti delle case, presero fuoco, dando il via un incedio che presto si riversò su tutta la Città. Fu il Caos più totale! La gente correva dappertutto non sapendo dove andare, sbattendo gli uni contro gli altri, urlando terrorizzati. La paura prese il sopravvento. Poi una ondata infinita di orchi, goblin, ogre, demoni di ogni sorta e creature non morte, si riversarono dentro le mura oramai ridotte a un cumulo di macerie, e si avventarono su ogni creatura, non distinguendo tra uomini, donne, bambini o animali, massacrando senza pietà qualsiasi cosa gli si parasse loro davanti. Mentre avanzavano lungo le vie della città, continuando la loro oprera di distruzione, seminavano il terrore su quegli sfortunati che sapevano di non avere alcuna possibilità di sopravvivere all’attacco. Non si salvò nessuno, salvo un piccolo manipolo di 4 guerrieri, che riuscirono abbastanza velocemente a salire a cavallo fuggendo verso sud. Raggiunserò Fort Fakualt e da li partì un piccolo brigantino, per avvisare gli umani del continente. Purtroppo quando un piccolo esercito di umani bene armato approdò a Fort Fakualt, era ormai troppo tardi. Le vite di tutti i cittadini si erano spente in una sola notte, e ancora più grave fu lo scoprire che quelle persone, morte e prive di anima, entrarono a far parte dell’esercito del potente Moore, signore dell’isola di Kabu, che contava al suo servizio anche qualche potente mago di razza Drow; per non parlare di qualche sporadica alleanza con una delle casate che domina nell’ Underdark. Il sottosuolo Drow che infestavano il sottosuolo fin dai tempi antichi, in cui gli umani ancora non conoscevano questo continente. Mai è stato facile convivere con questa razza di elfi, malvagi, privi di scrupoli, pronti a pugnalare alle spalle anche membri della loro stessa società, pur di avanzare un gradino avanti. Questi elfi vivono nel sottosuolo di ogni luogo che si conosca in superficie. Da ogni caverna, possono uscire sul mondo emerso. Sono un popolo in continua guerra con chi li circonda. Fra i loro comandanti c’è sempre desiderio di conquista. Sono in guerra con tutti: umani, elfi, goblin, orchi, nani, gnomi, e quando non sono impegnati in una campagna, si fanno guerra fra loro. Quando gli umani esplorarono il continente di Nordock fino al profondo sud di Brosna, oltre la caverna dei draghi rossi, e le paludi dei troll, trovarono una costruzione. Un castello molto grande. Al suo interno i nani vivevano arroccati, oramai decimati dai drow, e fu quasi la provvidenza quando arrivarono gli umani. Subito strinsero alleanze e promesse di aiuto contro questo nemico comune. Mentre gli umani potevano fornire soldati, i nani potevano costruire ottime armi, scudi, armature, ed erano infaticabili minatori. L’amicizia fra questi due popoli si rivelò davvero proficua. Militarmente, ed economicamente.
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